Pubblicato da: Insieme per un Futuro | 10/12/2010

Joyeux Noël!

Un recente film di Christian Carion, Joyeux Noël (2005), racconta la storia di un fatto ben documentato, avvenuto su un campo di battaglia in Francia la vigilia di Natale del 1914. Su una delle linee di trincea della Grande Guerra si fronteggiavano circa tremila soldati, tra scozzesi, francesi e tedeschi.

La vigilia di Natale, nelle trincee tedesche cominciarono a cantare “Astro del ciel” (Notte silente). Gli scozzesi risposero con un accompagnamento di cornamuse e ben presto i soldati di tre eserciti diversi cominciarono a cantare all’unisono dalle loro trincee, situate a cento metri di distanza. Immaginateveli a cantare insieme, in tre lingue, dalle stesse trincee dove alcune ore prima si uccidevano a vicenda. Che contrasto!

Invitati alla pace dal calore di questa canzone amata da tutti, le parti in lotta si avventurarono fuori dalle trincee e decisero una tregua non ufficiale. In alcuni posti lungo la linea la tregua di Natale durò dieci giorni. I nemici si scambiarono foto, indirizzi, cioccolato, champagne e altri piccoli regali. Scoprirono di avere più cose in comune di quanto si rendessero conto, compreso un gatto che passò più volte da una parte all’altra e fece amicizia con tutti e che entrambi gli schieramenti adottarono come mascotte.

I nemici di prima comunicarono come meglio potevano nella lingua dell’altro. Il comandante tedesco, Horstmayer, disse al tenente francese Audebert: “Quando conquisteremo Parigi sarà tutto finito. Allora potrà invitarmi a bere a casa sua in rue Vavin!”

“Non si senta obbligato a invadere Parigi per venire a bere a casa mia!” replicò Audebert.

L’amicizia che si sviluppò tra i belligeranti andò oltre le semplici piacevolezze. La mattina dopo che la tregua di Natale finì, i due schieramenti si avvisarono a vicenda dei bombardamenti che sapevano che stavano per arrivare dalle loro unità di artiglieria. Il loro nuovo senso di cameratismo fu tanto forte che entrambi arrivarono ad ospitare nelle loro trincee i soldati dell’altra parte per proteggerli.

Che cosa operò questa incredibile trasformazione? Cominciò tutto con il comune amore per la musica di Natale.

Questo incidente ci ricorda che esiste una cura alla guerra ed è quella di smettere di demonizzare i nostri nemici ed imparare ad amarli, come ci comandò Gesù (vedi Matteo 5,44). Dobbiamo imparare a guardare al di là delle differenze esteriori di razza, colore e credo, per capire che tutti hanno un bisogno comune, quello dell’amore.

Questa storia di pace in mezzo alla guerra sopravvive e continua a infrangere le barriere che rendono nemici dei possibili amici. In fondo è una testimonianza della forza dell’amore divino, che è l’essenza del Natale.


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