Pubblicato da: Insieme per un Futuro | 24/12/2010

Due bambini nella mangiatoia

Nel 1994 due volontari americani risposero all’invito del Minister dell’Istruzione russo di insegnare morale ed etica basate sulla Bibbia in varie scuole ed istituti, compresa una casa con circa cento bambini orfani, abbandonati o maltrattati.
Poco prima di Natale i volontari avevano raccontato ai bambini la storia del primo Natale,
una storia che la maggior parte di loro non aveva mai sentito. I bambini ascoltarono con stupore e meraviglia la storia di come Maria e Giuseppe arrivarono a Betlemme, non trovarono posto alla locanda e finirono col trovare rifugio in una stalla, dove Maria diede alla luce Gesù e lo depose a dormire in una mangiatoia.
Poi i volontari organizzarono un progetto artistico. Diedero ad ogni bambino del cartoncino
per fare la mangiatoia, un tovagliolo giallo da ritagliare per fare la paglia, pezzi di feltro beige da
cui ritagliare Gesù bambino e un pezzo di tessuto per coprirlo. Mentre i bambini costruivano la loro mangiatoia, i volontari si aggiravano per la stanza, parlando con loro e offrendo il proprio aiuto dove necessario.
Quando una volontaria arrivò dal piccolo Misha, di sei anni, scoprì che aveva già terminato il suo progetto. Guardando con più attenzione, vide con sorpresa che nella mangiatoia c’erano due bambini.
Quando gliene chiese il motivo, Misha incrociò le braccia, aggrottò le ciglia e cominciò a spiegare con gran serietà. Per un bambino così piccolo, che aveva sentito la storia di Natale solo una volta, spiegò tutto molto accuratamente fino al punto in cui Maria mise il bambino nella mangiatoia. Poi cominciò ad improvvisare.
“Gesù Bambino mi ha guardato e mi ha chiesto se avevo un posto per dormire. Gli ho detto che non ho mamma né papà, così non ho nessun posto dove stare. Allora Gesù mi ha detto che potevo stare con lui. Ma gli ho detto che non potevo, perché non posso fargli un regalo come gli altri. Però volevo proprio stare con Gesù, e allora ho pensato a cosa potevo fare e gli ho chiesto: ‘Se ti tengo caldo, andrebbe bene come regalo?’ E Gesù mi ha detto:
‘Se mi tieni caldo sarà il dono migliore che abbia mai ricevuto’, così sono entrato nella mangiatoia e Gesù mi ha guardato e mi ha detto che potevo stare con lui per sempre”.
Quando il piccolo Misha finì la sua storia, le lacrime gli riempivano gli occhi e gli rigavano le
guance. Si coprì il volto con una mano e piegò il capo sul tavolo, singhiozzando. Misha aveva trovato qualcuno che non lo avrebbe mai abbandonato o maltrattato, qualcuno che sarebbe stato con lui “per sempre”.

—ANONIMO


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