Pubblicato da: Insieme per un Futuro | 31/03/2011

La nostra parte

Cari amici,

Oggi, mentre leggevo le ultime notizie riguardanti la situazione in Giappone, ho desiderato con tutto il mio cuore di esser lì, per poter fare qualcosa fisicamente per alleviare il dolore e la sofferenza del popolo giapponese. Sono sicura che molti di voi provate lo stesso desiderio. Forse vi sentite frustrati e con le mani legate perchè pensato che il poco che potete fare non è sufficiente. So quanto sia facile lasciarsi andare ed intrattenere questi pensieri negativi, perchè è successo anche a me.

Gesù invece aveva una risposta così chiara e semplice. “Prega per loro” mi disse. E così feci. Dopo il mio tempo di preghiera mi sentii sollevata, il mio cuore più leggero e pieno di fiducia nell’amore e compassione che Gesù ha per ognuno di noi.

Questo mi ricordò una riflessione riguardo alla preghiera che avevo letto di recente e che voglio includere per il vostro incoraggiamento.

Continuamo a pregare, amici, perchè “molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia”. (Giacomo 5, 16)

Con affetto,

Gabriella

La centralinista

Introduzione di Peter Amsterdam

La preghiera è uno strumento potente nella vita di un cristiano. È il potere dell’Altissimo messo a nostra disposizione. Gesù disse: “Se chiedete qualche cosa nel mio nome, io la farò”.1 Che magnifico potenziale c’è nel chiedere, nel presentare una petizione a Dio affinché tocchi la vita di qualcuno! Ci basta solo chiedere. Dobbiamo solo liberare quella potenza mediante la preghiera.

Questo è il punto della lettera di Davide “La centralinista”, dove usa la metafora di un’operatrice telefonica, una figura che aveva conosciuto nella sua giovinezza, che lavorava seduta davanti a un centralino telefonico e metteva in collegamento una persona con quelli che voleva raggiungere. Se lei non faceva il collegamento, la chiamata non arrivava. La prima centralinista iniziò a lavorare nel 1878. Dal 1920 alcune compagnie telefoniche cominciarono a introdurre il sistema delle chiamate dirette, ma negli anni ‘70 erano ancora presenti alcuni centralini per le chiamate a lunga distanza. Oggi si tratta di una cosa del passato per molti paesi, ma l’analogia è ancora appropriata per il punto che voleva sottolineare David.

Proprio come la centralinista aveva un ruolo nelle telefonate del passato, noi abbiamo un ruolo nella connessione tra Dio e le persone per cui Lui ci chiede di pregare. Davide sottolinea che quando pensiamo a qualcuno, è perché il Signore ci sta ricordando di pregare per quella persona — come se Dio volesse fare una telefonata a quella persona, usando noi come centralinisti, e noi dovessimo effettuare il collegamento mediante le nostre preghiere.

Questa lettera parla principalmente del pregare per chi non ha ancora ricevuto la Salvezza, ma io ho sempre applicato lo stesso principio al pregare per chiunque Gesù mi metta in mente e per qualunque cosa di cui possa aver bisogno. La chiave è che noi abbiamo il potere di mettere in collegamento chi ha bisogno di qualcosa con Chi può soddisfare quel bisogno — piccolo o grande che sia. Attraverso la preghiera possiamo influenzare l’esito di qualunque situazione, in accordo con la volontà di Dio. La preghiera è potente e la possibilità di aiutare chi ha bisogno è alla nostra portata, se ci prendiamo il tempo necessario per essere i centralinisti di Dio.


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