Pubblicato da: Insieme per un Futuro | 17/08/2011

Preoccupati per qualcuno

 

Una signora che lavorava per una grande linea aerea notò un giovane che incontrava di tanto in tanto nel corridoio e nella saletta. Aveva un aspetto trasandato e puzzava sempre di fumo. Un giorno, durante la sua pausa, lo vide in piedi accanto alla porta.

“Perché fumi quelle cose che fanno venire il cancro?” Non lo disse in tono severo, era solo curiosa.

“È un’abitudine che ho preso al liceo”.

“Liceo? Quanti anni hai?”

“Diciannove”.

“Allora sono pochi anni che fumi. Puoi smettere, sai”.

“Lei crede?”

Fece cenno di sì. La conversazione terminò lì. Nei mesi successivi continuò a vederlo di tanto in tanto e ogni volta gli chiedeva se era riuscito a smettere di fumare e gli esprimeva la sua preoccupazione per lui. Terminava sempre la conversazione dicendogli: “Mi preoccupo per te”. Un giorno chiese di nuovo a Greg, così si chiamava il ragazzo, come andavano le cose.

Lui rispose: “Be’, ieri ho avuto una giornataccia. Ne ho fumata una, ma solo una”.

“Solo una? Vuoi dire che hai smesso?”

“Sì, già da qualche settimana. Grazie per avermi notato e per essersi preoccupata per me”.

Il comportamento di quel ragazzo era cambiato perché qualcuno si era occupato di lui.

Riassunto di una storia dal libro The Esther Effect di Dianna Booher (Thomas Nelson, 2001).

 

 

 

 


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