Pubblicato da: Insieme per un Futuro | 20/09/2011

Parole Gentili – Parte 2

Di Maria Fontaine

Ci sono moltissime situazioni in cui, se ci fermiamo a pensarci, possiamo condividere semplici parole cortesi che finiranno con l’avere un vero impatto sulle persone con cui veniamo in contatto durante la giornata. È utile pensarci un po’ in anticipo.
Cosa potremmo dire in occasioni come queste: a un amico che si trova in un momento difficile? A un bambino? Al principale? A un insegnante? A qualcuno con un bel sorriso? A una signora molto anziana che si presenta ancora bene? Al guardiano notturno? A un giardiniere? Allo spazzino? Alla commessa di un negozio? Alla donna delle pulizie?

Ecco un’altra testimonianza di un certo Richard North, che illustra come un piccolo commento fece una differenza enorme nella vita di qualcuno, anzi, di molti.

Avevo trentacinque anni e insegnavo nelle scuole da quasi dieci. In quel periodo stavo pensando di smettere e cominciare a cercare un’altra professione. Il fuoco degli ideali che mi avevano ispirato all’inizio si era gradualmente spento e ora mi trovavo spesso a chiedermi perché avessi scelto la professione d’insegnante. Mi sembrava di aver fatto del mio meglio, ma non ne valeva proprio la pena: i ragazzi erano aggressivi e sconsiderati e i genitori troppo spesso arrabbiati e irritabili. Mi sembrava che gli anni passati a insegnare fossero stati uno spreco. Avevo cominciato a chiedermi se ci fosse qualcuno che apprezzasse tutto quello che mi era costato. Avevo investito dieci anni della mia vita e mi sembrava di non aver avuto risultati.

La mia trasformazione avvenne grazie a un assistente che era venuto ad aiutarmi nella mia classe per fare un po’ di addestramento sul lavoro. Era con me solo da un paio di giorni, quando sono entrato nella sala professori durante la pausa pranzo e per caso l’ho sentito parlare con altri due assistenti.

“È sorprendente come il signor North ami i ragazzi. È così cortese con loro e trova sempre il tempo di ascoltarli e incoraggiarli. Come mi sarebbe piaciuto avere un insegnante del genere quando avevo la loro età”.

Quel commento ebbe un grandissimo effetto sulla mia anima stanca. Mi aiutò a ricordare il motivo per cui mi ero dedicato all’insegnamento. Cominciai a vedere la mia professione da un punto di vista nuovo e riguadagnai la visione. Come cambiò la mia percezione del lavoro, così cambiò il comportamento dei miei studenti. Alla fine dell’anno scolastico ero una persona totalmente diversa. Quelle poche parole di apprezzamento, sentite per caso, avevano cambiato la mia vita. Ora avevo una reputazione da rispettare; il fine e la visione che avevo riscoperto motivarono molti a tentare grandi cose”.

Ciò che mi colpisce è che le parole che diciamo – che possono sembrare così normali e banali, così misere, insignificanti e spesso impacciate – possono invece essere inestimabili e importantissime per la persona a cui, o a proposito di cui, le diciamo. Ciò che a noi può sembrare insignificante può essere come cibo per un affamato, o acqua per chi muore di sete. Ciò che ci costa poco dare e che sembra così piccolo nel grande schema delle cose, può avere un significato enorme per qualcun altro.


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